Garanti del Veneto e CRVG per l’inclusione sociale delle persone senza fissa dimora in misura alternativa

Venerdì 17 aprile la direzione della Conferenza regionale Volontariato e Giustizia del Veneto ha incontrato da remoto i garanti per i diritti dei detenuti della regione per un aggiornamento sulla situazione dentro e fuori le carceri in questo periodo sventurato, ma anche per darsi un coordinamento operativo sui bandi della Cassa Ammende e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (scaduto il 20 aprile), pubblicati proprio per mettere in circolo risorse con cui garantire l’uscita di persone con requisiti dalle carceri, in modo da alleviare la condizione di sovraffollamento e consentire così una gestione più serena dell’emergenza da nuovo Coronavirus.

L’incontro è stato il primo nel suo genere e ha sicuramente segnato un precedente. Dopo aver espresso un apprezzamento condiviso rispetto a una giustizia più attenta alle fasce deboli, recentemente assunta tramite i programmi d’intervento della Cassa Ammende e il Dgmc per finanziare strutture destinate ad ospitare detenuti privi di un alloggio idoneo e per questo destinati ad essere esclusi dalla detenzione domiciliare, i due enti chiedono di essere resi parte attiva del processo, ciascuno con le proprie competenze ed in costante raccordo con le istituzioni.

Il coordinamento dei Garanti regionali del Veneto si impegna, nel rispetto dei rispettivi ruoli, a collaborare alla cabina di regia dei progetti stessi e alle iniziative che la stessa riterrà di mettere in atto. I garanti comunali si sono resi disponibili a collaborare con le rispettive Magistrature di sorveglianza e gli uffici preposti per individuare i possibili beneficiari dei due bandi, oltre che con le direzioni degli istituti penitenziari e gli Uffici interdistrettuali dell’esecuzione penale esterna (Uiepe) per attuare il primo progetto di inserimento nelle strutture di accoglienza in termini di contatti preliminari, sottoscrizione di impegni, certificazioni sanitarie e modalità di raggiungimento della struttura. Servirà poi anche una collaborazione con amministrazioni e terzo settore nella ricognizione e reperimento delle risorse territoriali per la realizzazione dei suddetti programmi.

Per parte sua, la Conferenza regionale volontariato giustizia del Veneto si impegna a collaborare tramite le associazioni che ne fanno parte alla ricognizione delle risorse territoriali per la realizzazione dei programmi, a partecipare ai progetti di inclusione sociale, anche attraverso la realizzazione di percorsi di fuoriuscita dal carcere di persone prive di risorse familiari, economiche, alloggiative, oltre che a supportare gli uffici preposti nell’attuazione di idonei programmi trattamentali con azioni di accompagnamento nella fase post detentiva, infine a promuovere, nel rispetto dei principi di legalità e solidarietà processi di apprendimento e sperimentazione di nuovi stili di vita nella comunità civile, sociale e nei contesti familiari.

Pubblicato da Francesca Valente

giornalista professionista

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