Lettera alla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia

di Ornella Favero, Presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia e direttrice di Ristretti Orizzonti

Gentile Ministra della Giustizia,

le scrivo in qualità di presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia e direttrice di Ristretti Orizzonti, una rivista realizzata da una redazione di persone detenute e volontari in carcere. Sottolineo questi due ruoli differenti, perché a mio parere rappresentano due aspetti determinanti della questione CARCERE in questo momento: da una parte, la necessità di rafforzare e dare autonomia al Volontariato e al Terzo Settore, che contribuiscono a ricucire e a mantener vivo il legame tra carcere e comunità esterna, brutalmente reciso dal carcere; dall’altra, il tema dell’informazione, che rischia di scavare un solco sempre più profondo tra “i buoni e i cattivi”, fino a creare la categoria dei sicuramente irrecuperabili, come è successo in questi tempi di pandemia, in cui abbiamo letto sui giornali di persone detenute gravemente malate, inchiodate alla loro condizione di “mafiosi per sempre”.

Lei è senz’altro consapevole delle speranze che sono nate nella stragrande maggioranza delle persone detenute, quando è stata annunciata la sua nomina a Ministra della Giustizia: in tanti avevano ancora negli occhi il ricordo del Viaggio della Corte Costituzionale nelle carceri, le sue parole a San Vittore, ma poi anche la sentenza della Corte sull’ergastolo ostativo, che pure ha aperto le porte alla speranza anche per quelli, per i quali forse solo Papa Francesco aveva invocato il diritto a essere trattati come persone e a ricominciare a sperare.

Tradurre queste speranze in concrete opportunità non sarà facile, perché la condizione delle carceri è davvero, come dire?, frantumata, e la pandemia ha spietatamente messo in luce una realtà che, se si tengono fuori dai cancelli il Volontariato e il Terzo Settore, si trasforma rapidamente in un deserto. Ma questo ci dovrebbe rendere tutti consapevoli della necessità, espressa in modo chiaro dal Garante Nazionale delle persone private della libertà personale, che la fondamentale cooperazione tra chi amministra e istituzionalmente opera in un Istituto e chi in esso svolge attività volte a saldare proficuamente il rapporto con la realtà esterna, si basi “da una parte, sul rispetto della responsabilità di chi esercita la propria azione in virtù di un mandato pubblico e, dall’altra, sul riconoscimento di quella complementarità essenziale che l’azione di organizzazioni, cooperative, enti esterni costituisce. Non un apporto subalterno, quest’ultimo, né di minore rilevanza”.

Gentile Ministra, le rivolte e i morti di marzo 2020 ci ricordano che è urgente avviare dei cambiamenti significativi e farlo tempestivamente. Se a inizio lockdown fossero state messe in atto le misure per ampliare il numero delle telefonate e introdurre le videochiamate, forse la paura e la rabbia sarebbero state più contenute, ma quello che non si può più cambiare ci deve però insegnare per il futuro, e il primo insegnamento è che, quando finirà l’emergenza, non vengano tagliate le uniche cose buone che la pandemia ha portato, il rafforzamento di tutte le forme di contatto della persona detenuta con la famiglia e l’uso delle tecnologie per sviluppare più relazioni possibile tra il carcere e la comunità esterna. Per farle un esempio molto concreto, la mia redazione ha potuto intervistare dal carcere in videoconferenza Fiammetta Bosellino, occasioni come queste permettono davvero una crescita culturale di tutti i soggetti coinvolti.

L’urgenza di non bruciare il buono che questa emergenza ha prodotto ci spinge a chiederLe di incontrare al più presto la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, che io rappresento, per aprire un dialogo con quel Volontariato, che può portare un enorme bagaglio di esperienze e conoscenza della realtà dell’esecuzione delle pene, grazie al fatto che anima gran parte delle attività rieducative nelle carceri e di reinserimento sul territorio.

Nella speranza che la nostra richiesta sia accolta, la ringrazio comunque dell’attenzione.

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: